Per comprendere nel modo migliore la materia doganale è necessario fissare il significato di "esportazione" e "importazione". Nessuna nazione può essere autosufficiente: non si può produrre o vendere qualsiasi merce a prezzi competitivi, in altre parole nessuna nazione può vivere in un regieme di autarchia. Ecco quindi che come esigenza naturale di un popolo si sviluppa il commercio con l'estero che rappresenta una fonte di benessere e di civilta' purche' regolato ed incentivato attraverso adeguati interventi statali.
"Esportare" significa collocare al di fuori dei confini dello Stato merci, servizi, manodopera;
"Importare" significa invece introdurre entro il territorio nazionale merci, servizi o manodopera.
E' evidente che come conseguenza di questo scambio di elementi fra Stato e paesi esteri, ne deriva anche uno spostamento di ricchezza (denaro), che non può e non deve lasciare indifferenti le autorita' governative, anche se inquadrate in una politica economica la pi liberista. Lo Stato deve esercitare ed esercita dei controlli sull'interscambio per evitare che il Paese sia sommerso dalle esportazioni di altri paesi, per regolare il credito e il debito con l'estero, per attivare i rapporti commerciali nell'interesse pubblico, pur salvaguardando l'iniziativa privata.
Ma affrontiamo nei dettagli le principali differenze. Quando si parla di esportazione ed importazione bisogna distinguere innanzitutto per/da quali Paesi. Dopo l'istituzione della Comunita' Europea si sono creati, due ben distinti "modi di operare":
-se si acquista o si vende in un Paese appartenente alla CEE, la transazione sarà un acquisto/vendita comunitaria e non avremo più l'obbligo di passare attraverso la dogana.
- se si acquista o si vende in un Paese extraCEE la transazione darà luogo a un esportazione o a un importazione e saremo ancora sottoposti all'autorita' doganale che, attraverso l'accettazione della dichiarazione presentata dallo Spedizioniere, quale rappresentante della Ditta, emetterà la bolletta doganale.